La dieta per pesare meno… sull’ambiente
Ortaggi di stagione, coltivati localmente e non imballati. Anzi, riposti in una borsa portata da casa. Arriva la dieta per star leggeri con la CO2.
Di stagione. I cibi di stagione sono consigliati dai nutrizionisti perché più ricchi di nutrienti e principi attivi benefici rispetto a quelli coltivati fuori stagione. Ma ciò che rende ai giorni nostri il cibo di stagione il più attuale da mettere in tavola è il suo minor impatto ambientale. Oltre a subire meno trattamenti con sostanze chimiche, la sua produzione comporta meno lavoro con mezzi meccanici e un minor dispendio di energia. Pensiamo al consumo energetico di una serra riscaldata per coltivare pomodori fuori stagione!
Vicino a noi. Il prodotto di stagione cresce facilmente vicino a noi e questo fa si che non debba far troppa strada per arrivare nei punti vendita (la provenienza è comunque indicata in etichetta). Quello che però è successo negli ultimi anni è che ci siamo ostinati a mangiare tutto-tutto l'anno. Prendiamo il caso delle fragole a dicembre: anche le serre più energivore non bastano a fornircele e ci è toccato importarle da paesi lontani, magari oltreoceano. Un ananas importato via aerea pesa 10 volte tanto in emissioni di CO2.
Quanto pesa quella bistecca. Dalle pagine dello State of the World, il più autorevole rapporto annuale sullo stato del pianeta, l'università di Stoccolma lancia un altro allarme. Un pasto con carne e altri ingredienti d'importazione produce nove volte l'anidride carbonica di un pasto vegetariano preparato con cibi locali. E c'è di più. Ogni chilo di carne se ne è "mangiati" ben dieci di cereali e foraggio.
Cibo locale. I prodotti tipici dell'area geografica di appartenenza, il produttore più vicino a casa sono le scelte da preferire se vogliamo contenere le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, responsabili dell'effetto serra. La frutta e la verdura che arrivano da lontano, poi, sono solo apparentemente fresche: raccolte molto tempo prima di quando appaiono in negozi e supermercati sono conservate in frigoriferi, con atmosfera modificata, trattate con gas antiparassitari, e hanno avuto tutto il tempo di perdere buona parte del loro contenuto in vitamine. Nonché del sapore.
I cibi semplici e freschi sono i più ecologici. Meglio leggere sempre con attenzione le etichette e scegliere gli alimenti meno complicati e con il minor contenuto di additivi. Più un cibo è stato trattato, aromatizzato, colorato o irradiato, tanto più sarà povero in nutrienti e ricco di additivi potenzialmente dannosi.
Niente sacchetti. Infine quando compriamo i nostri alimenti, evitiamo il più possibile involucri e imballaggi plastici. E riponiamoli in una borsa riutilizzabile.
Paola Magni
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