Nella patria dell’oro nero il futuro è verde
Il Medio Oriente, regno del petrolio, sta diventando la patria delle energie rinnovabili e dell’eco-edilizia. Un tour tra mega-costruzioni ecologiche, edifici da sogno, città della scienza e città a impatto zero.
Siamo nel cuore del Golfo Persico. Con un arditissimo progetto, nel Bahrain è sorto il primo grattacielo eolico al mondo, il World Trade Center - firmato dall'architetto Shaun Killa dell'Atkins studio. Due enormi torri a forma di vela di 50 piani per 240 metri di altezza incanalano i venti del Golfo Persico verso le tre turbine eoliche installate sui ponti ad ala che le collegano una all'altra. Le turbine forniscono il 35% dell'energia agli uffici e al centro commerciale ospitato dall'edificio. La cui sagoma è già diventata un simbolo nazionale.
A Dubai si ergerà anche la prima costruzione interamente girevole al mondo, su progetto italiano (David Fisher, Fabio Bettazzi e Marco Sala). Ognuno dei 59 piani ruota in maniera indipendente dagli altri, orientandosi in base alle caratteristiche della luce solare e della direzione del vento dando vita a un edificio in continua trasformazione. È la T-Tower - 59 piani, 250 metri.
A poche miglia di distanza, il Sultano al-Jaber di Abu Dhabi, Emirati Arabi, ha firmato un accordo con il Mit-Massachusetts Institute of Technology per creare un parco tecnologico: "Vogliamo talenti e tecnologie per promuovere lo sviluppo economico della nostra area e industrie nel campo delle energie rinnovabili". Incredibile: siamo nel Paese maggior produttore di petrolio del Golfo.
E chi l'avrebbe mai detto che la città più ecologica al mondo sarebbe sorta proprio nel luogo di maggior estrazione di petrolio del pianeta? Eppure è così: si tratta di Masdar City, la "Città tra le mura", ad Abu Dhabi, uno dei sette Emirati Arabi Uniti.
Le fasi di realizzazione, tra 2009 e 2015, saranno sette. Per costruirla saranno spesi 22 miliardi di dollari, stanziati in parte (4 mld) direttamente dalla compagnia energetica Masdar, in parte (18 mld) raccolti sotto forma di investimenti diretti o attraverso la creazione di appositi meccanismi finanziari.
Nella città verde non potranno circolare auto - che rimarranno rigorosamente fuori dal perimetro dei sei Km e mezzo di mura - ma "solo" 2.500 navette a zero emissioni, che effettueranno 150.000 itinerari al giorno.
L'energia sarà prodotta da impianti fotovoltaici (alcuni dei quali, sperimentali, già in funzione), termali ed eolici, che faranno risparmiare, nei prossimi 25 anni, circa 2 miliardi di dollari in petrolio, con una domanda energetica di 200MW contro gli 800MW di una normale cittadina delle stesse dimensioni.
La città potrà dirsi davvero tale solo quando ospiterà almeno 50.000 abitanti e 1.500 imprese. Tra le strutture più importanti vi sarà il Masdar Institute of Science and Technology - realizzato in collaborazione con l'Mit (Massachusetts Institute of Tecnology) - la prima universita' dedicata interamente allo studio e alla ricerca sulle energia rinnovabili.
Stefano Carnazzi
La città ideale
